Vodafone, uno dei principali gruppi di telefonia mobile al mondo, considera fondamentali i temi legati alla salute e all'ambiente e si impegna a monitorare con attenzione i risultati della ricerca scientifica, informando i Clienti e il pubblico in merito a qualsiasi sviluppo significativo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che non ci sono evidenze di danni alla salute causati da esposizioni ai campi elettromagnetici a radio frequenza di debole intensità, come quelli emessi dei telefoni cellulari o dalle loro stazioni radio base.
Nonostante questo, esiste una diffusa preoccupazione legata agli effetti dei campi elettromagnetici: per rispondere a questa preoccupazione e alle esigenze di trasparenza espresse dai nostri Stakeholder, questa sezione del nostro sito riporta i risultati delle ultime ricerche scientifiche disponibili, il punto di vista dei principali enti internazionali, nonchè alcune informazioni sul funzionamento delle reti di telefonia mobile, e sulle procedure di Vodafone Italia per garantire che i nostri telefoni e le nostre stazioni radio base rispettino tutte le normative nazionali ed internazionali. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Gruppo Vodafone.
I telefoni cellulari funzionano grazie allo stesso principio delle trasmissioni di radio e TV, ovvero utilizzando un debole campo elettromagnetico a radio frequenza (RF) per trasmettere a distanza un'informazione. L'italiano Guglielmo Marconi nel 1895 dimostrò per primo la possibilità di utilizzare le onde radio per le comunicazioni: da allora, le comunicazioni radio si sono sviluppate con la radio, la televisione, i radar e naturalmente le comunicazioni mobili.
Affinchè un qualsiasi sistema di comunicazioni radio funzioni, devono esistere antenne per trasmettere e ricevere i segnali: il telefono mobile si collega ad una rete (ad un altro telefono mobile, o ad un telefono fisso) utilizzando le onde radio per comunicare con la stazione radio base più vicina. Le stazioni radio base sono composte da antenne fissate a una struttura portante (ad esempio un palo o un edificio) e sono collegate alle apparecchiature di trasmissione e ricezione radio.
Diversamente da quanto accade per le trasmissioni radio-TV, nelle comunicazioni mobili le onde radio sono trasmesse in entrambe le direzioni, in modo da collegare il telefono cellulare alle stazioni radio base vicine e viceversa (sia il telefono che la stazione radio base trasmettono e ricevono contemporaneamente).
Ciascuna stazione radio base copre quindi una piccola porzione di territorio, o cella (da cui il nome di "cellulare"), le cui dimensioni possono essere comprese tra alcune centinaia di metri e diversi chilometri: i telefoni cellulari quindi, per ricevere un segnale, devono essere ragionevolmente vicini a una stazione radio base.
La potenza trasmessa, inoltre, scende drasticamente con l'aumentare del numero delle stazioni radio base: ogni operatore di telefonia mobile, infatti, può utilizzare solo alcune frequenze, ognuna delle quali è in grado di veicolare contemporaneamente un numero ridotto di conversazioni o collegamenti dati. Di conseguenza, se aumentano i Clienti, una cella deve essere ulteriormente suddivisa in celle più piccole.
Aumenterà così il numero di stazioni radio base, che tenderanno a coprire zone di territorio sempre più piccole, trasmettendo potenze sempre inferiori (in quanto sempre più vicine ai telefoni mobili con i quali devono comunicare). Questo è vero anche per i telefoni cellulari: i campi provenienti dai cellulari sono, infatti, molto più bassi in presenza di un buon segnale proveniente da una stazione radio base vicina.
Nel corso degli ultimi 70 anni la ricerca scientifica ha investigato i possibili effetti sulla salute legati a esposizioni a campi elettromagnetici di diversa intensità. Negli ultimi decenni, in particolare, visto il rapido sviluppo della telefonia mobile, le ricerche si sono concentrate sulle frequenze e sui livelli di esposizione tipici dei telefoni cellulari e delle stazioni radio base: grazie a questi progetti di ricerca, molte lacune nella conoscenza scientifica sono state colmate.
Organizzazione Mondiale della Sanità
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi 30 anni sono stati pubblicati circa 25.000 lavori scientifici sui possibili effetti sulla salute dei campi elettromagnetici, e le conoscenze scientifiche su questo tema sono più ampie di quelle disponibili per la maggior parte degli agenti chimici. L'OMS conclude che tutte le revisioni della letteratura scientifica hanno confermato che l'esposizione a campi elettromagnetici che si mantengono entro i limiti di esposizione definiti dall'ICNIRP (International Commission on Non Ionizing Radiation Protection) non produce alcun effetto negativo accertato sulla salute umana, anche se esistono delle lacune nelle conoscenze scientifiche che devono essere colmate con ulteriori ricerche (si veda, ad esempio, il sito web dell'OMS). Tutte le stazioni radio base e i prodotti Vodafone (telefoni cellulari, smartphone, iInternet Key, etc.) rispettano i limiti ICNIRP.
Le stazioni radio base
Per quanto riguarda le stazioni radio base, l'OMS ha riassunto la propria posizione in un documento pubblicato nel maggio 2006 (Promemoria n. 304, "Campi elettromagnetici e salute pubblica - stazioni radio base e tecnologie senza fili (wireless)"):
"Negli ultimi 15 anni, sono stati pubblicati vari studi che esaminavano una possibile relazione tra trasmettitori a radiofrequenza e cancro. Questi non hanno fornito nessuna evidenza che l'esposizione ai campi generati dai trasmettitori aumenti il rischio di cancro. Così pure, gli studi a lungo termine su animali non hanno accertato aumenti nel rischio di cancro dovuti all'esposizione a campi a radio frequenza, nemmeno a livelli molto più alti di quelli prodotti dalle stazioni radio base e dalle reti wireless [...] Il complesso dei dati accumulati fino ad ora non mostra alcun effetto sulla salute, a breve o a lungo termine, in conseguenza dei segnali prodotti dalle stazioni radio base e dalle reti wireless [...] Considerati i livelli di esposizione molto bassi e i dati accumulati fino ad oggi, non c'è nessuna evidenza scientifica che i deboli segnali a cui i cittadini sono esposti da parte delle stazioni radio base e delle reti wireless possano provocare effetti negativi per la salute".
La classificazione IARC e i telefoni cellulari
Nel maggio 2011, la IARC l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha condotto una revisione della letteratura scientifica, e ha classificato i campi elettromagnetici a radio frequenza come "possibili cancerogeni" (classe 2B) in riferimento all'uso del telefono cellulare. Il chairman del gruppo di lavoro della IARC, ha dichiarato che questo significa che "ci potrebbe essere qualche rischio" associato all'uso del telefono cellulare, e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici.
In un successivo articolo su Lancet Oncology la IARC ha chiarito che la classificazione si basa su evidenze che, per l’uso del telefono cellulare, sono state giudicate “limitate” dalla maggioranza del gruppo di lavoro, e “inadeguate” da alcuni membri dello stesso gruppo di lavoro.
La IARC ha valutato anche tutte le evidenze scientifiche disponibili sull'esposizione ambientale e occupazionale ai campi elettromagnetici, come quella delle stazioni radio base e delle antenne per telecomunicazioni, e le ha considerate “inadeguate” ad evidenziare un aumento dei rischi per la salute.
La monografia della IARC con il dettaglio e tutte le motivazioni della classificazione sarà pubblicata nel 2012. Per la GSM Association, l'associazione di categoria che riunisce tutti gli operatori mobili a livello internazionale, "la classificazione della IARC suggerisce che un rischio è possibile ma non probabile".
Dopo la classificazione della IARC, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato il proprio fact-sheet sui telefoni cellulari, riconfermando che "fino ad oggi, non sono stati accertati effetti nocivi associati all'uso del telefono cellulare", e che sono comunque previsti ulteriori studi epidemiologici, già in corso, per analizzare ulteriormente gli eventuali effetti a lungo termine (Promemoria n. 193, "Campi elettromagnetici e salute pubblica:telefoni cellulari", revisione 2011). In caso di preoccupazioni per la propria salute, l'OMS ha elencato alcune semplici misure per ridurre la propria esposizione, quali ad esempio l'uso dell'auricolare o di dispositivi "viva-voce".
Per valutare l’eventuale rischio per la salute associato all’uso prolungato del telefono cellulare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità condurrà una più ampia valutazione di tutti i dati scientifici, attesa per il 2012. Questa valutazione comprenderà tutti i risultati scientifici disponibili, compresa la classificazione IARC e i report dell’ICNIRP, e sulla base di questa analisi i governi e le autorità sanitarie potranno decidere eventuali azioni o raccomandazioni.
Alcune autorità sanitarie hanno già emesso comunicati e commenti sulla classificazione della IARC: un breve riassunto delle diverse risposte internazionali è disponibile sul nostro sito web di gruppo (solo in inglese).
Le revisioni scientifiche indipendenti
Le revisioni scientifiche sono documenti con cui gli scienziati e le autorità sanitarie esaminano l’insieme di tutti i dati scientifici disponibili, piuttosto che singoli studi. Le revisioni più importanti sono quelle emesse da organismi scientifici internazionali, quali ad esempio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e dalle autorità sanitarie di diversi paesi quali Olanda, Svezia e Regno Unito.
Dal 2001 ci sono state numerose revisioni scientifiche sugli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici utilizzati per le comunicazioni mobili: una sintesi delle review pubblicate dal 2006 ad oggi è disponibile sul nostro sito web di gruppo (solo in inglese).
Nel luglio 2011 l’ICNIRP ha pubblicato la più recente review degli studi epidemiologici su telefoni cellulari e tumori, concludendo che “sebbene ci siano ancora delle aree di incertezza, l’evidenza scientifica che si sta accumulando è contraria all’ipotesi che i telefoni cellulari possano essere causa di tumori cerebrali negli adulti”.
I programmi di ricerca in corso
Il progetto internazionale “Campi Elettromagnetici” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità coordina a livello mondiale le attività di ricerca su campi elettromagnetici e salute, e stabilisce le priorità di tali ricerche. Ad esempio la più recente RF research agenda ha inserito tra le priorità per le future ricerche gli studi epidemiologici, le ricerche sugli effetti sul cervello, e gli studi sui bambini e sugli anziani, nonchè le analisi sui livelli di esposizione associati alle nuove tecnologie. Le ricerche scientifiche, dunque, continuano con l'obiettivo di colmare tutte le lacune nelle conoscenze, in particolare per quanto riguarda l'uso del telefono cellulare.
Vodafone contribuisce a finanziare la ricerca scientifica e in particolare quei progetti che rientrino tra le priorità indicate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: il nostro finanziamento avviene sempre attraverso programmi di ricerca nazionali (come il Mobile Telecommunications and Health Research Programme MTHR 2 nel Regno Unito, o il programma DMF II in Germania) o attraverso associazioni come la GSM Association, per assicurare che le ricerche siano sempre indipendenti da qualsiasi influenza dell’industria. Dal 1999, a livello di Gruppo Vodafone abbiamo speso in ricerche scientifiche sui campi elettromagnetici più di 9 milioni di sterline.
Vodafone continuerà a seguire i risultati delle principali ricerche, con l’impegno di aggiornare le nostre policy nel caso in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità o un altro ente scientifico internazionale dovessero evidenziare, in futuro, nuovi risultati che mutino il quadro complessivo delle conoscenze scientifiche.
I telefoni cellulari sono trasmettitori di campi elettromagnetici RF a bassa potenza: l'intensità del campo a radio frequenza (e quindi l'esposizione di chi usa il telefono) diminuisce molto rapidamente con la distanza dal telefono stesso. Di conseguenza, l'esposizione di una persona che utilizza un telefono cellulare situato a breve distanza dalla testa (come quando si usa con un auricolare o in viva voce) è ancora più bassa di quella di chi usa il telefono cellulare vicino all'orecchio.
I limiti di esposizione internazionali per i campi elettromagnetici, come quelli emessi dai cellulari, sono stati definiti dall'ICNIRP nel 1998, e sono stati recepiti da una Raccomandazione Europea nel 1999. Essi inoltre sono assunti come riferimento dalla comunità scientifica internazionale e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tali limiti proteggono da tutti gli effetti accertati sulla salute umana, introducendo fattori di sicurezza fino a 50 volte inferiori rispetto ai livelli di esposizione associati ai primi effetti sulla salute: tali margini sono destinati a garantire la sicurezza di tutte le persone, indipendentemente dall'età e dallo stato di salute.
Tutti i prodotti Vodafone rispettano i limiti internazionali stabiliti dall'ICNIRP: infatti, sono immessi sul mercato solo dopo un attento esame della documentazione tecnica fornita dalle manifatturiere, sulla base della quale viene verificato, tramite misurazioni effettuate in laboratorio, il rispetto dei limiti ICNIRP.
Per i telefoni cellulari questi limiti sono espressi in termini di SAR (Specific Absorption Rate), tasso che misura la potenza assorbita dal corpo sotto forma di calore: il limite fissato dall'ICNIRP è di 2 W/kg, e tutti i telefoni caratterizzati da un SAR inferiore a questa soglia sono considerati sicuri. Alcuni paesi come Canada, Corea del Sud e Stati Uniti applicano un limite di SAR leggermente più basso di 1.6 W/kg. Le misure per i modelli venduti in Europa sono eseguite secondo gli standard definiti dall'Unione Europea, che prescrivono la misura del massimo livello di SAR riscontrato nella testa quando il telefono viene utilizzato vicino all'orecchio, in diverse possibili posizioni e nelle condizioni di massima potenza trasmessa.
I valori di SAR massimo associati ad ogni telefono sono sempre riportati all'interno del manuale di istruzioni, sul nostro sito web (nella sezione shop, scheda tecnica) e sui siti web dei produttori o del Mobile Manufacturers Forum, associazione che riunisce i principali produttori del settore. Questi valori si riferiscono al "caso peggiore" testato in laboratorio, in cui il telefono trasmette alla massima potenza: in realtà, i telefoni cellulari sono progettati in modo tale da utilizzare solo la potenza minima necessaria per la rete. Pertanto, più la persona che sta chiamando è vicina a una stazione radio base, maggiore è la probabilità che il suo livello di esposizione diminuisca drasticamente (la potenza emessa dal telefono si riduce automaticamente anche di diversi ordini di grandezza quando c'è un buon collegamento radio con la stazione radio base). Per questo motivo, il confronto dei valori di SAR risultanti dai test di diversi telefoni non fornisce necessariamente indicazioni su quali modelli producono una minore esposizione nell'uso quotidiano.
La Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti, ad esempio, ha confermato in un fact-sheet che il SAR è importante per valutare la massima possibile emissione di un determinato modello di telefono, ma che esso non fornisce sufficienti informazioni sull’esposizione “tipica” da poter confrontare modelli diversi.
Il telefono mobile usa sempre la minima quantità di energie per erogare il servizio, quindi livello di esposizione a radio frequenza nell’uso del telefono cellulare dipende da molti fattori:
Oltre a garantire il rispetto dei limiti quando il telefono mobile è utilizzato a contatto con la testa, in Vodafone verifichiamo il rispetto dei limiti ICNIRP per il SAR anche quando il terminale si trova vicino al corpo, ad esempio quando viene portato in tasca mentre viene utilizzato con l'auricolare.
Uno standard internazionale per questi test è stato pubblicato dalla International Electrotechnical Commission nell’aprile 2010, ma non è stato ancora incorporato nella normativa europea: Vodafone supporta attivamente l’adozione di questo standard a livello europeo. Finchè il nuovo standard non sarà recepito, continueremo comunque a richiedere alle manifatturiere di condurre questi test secondo la metodologia prevista dalla FCC negli Stati Uniti.
Come ridurre la propria esposizione
Vodafone si impegna a fornire tutte le informazioni necessarie in caso di preoccupazioni per la propria salute. Le normative nazionali ed internazionali garantiscono che tutti i telefoni mobili e le loro stazioni radio base rispettano i limiti di esposizione fissati dalla Commissione Internazional sulle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP): tali limiti contengono al loro interno dei significativi margini di sicurezza, e sulla base del rispetto di questi limiti riteniamo che la nostra tecnologia sia sicura,
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che fino ad oggi non sono stati accertati effetti nocivi associati all'uso del telefono cellulare: nel suo recente fact-sheet sui telefoni cellulari, l’OMS afferma anche che l’uso sempre più diffuso dei telefoni cellulari, e l’assenza di dati epidemiologici per l’uso per pìù di 15 anni, rendono necessarie ulteriori ricerche.
Le persone che lo desiderano possono facilmente ridurre la propria esposizione alle onde elettromagnetiche seguendo le indicazioni dell’OMS: "Oltre che con l’uso di auricolari e viva-voce, che mantengono il telefono lontano dalla testa e dal corpo durante l’uso, l’esposizione si riduce anche limitando il numero e la durata delle chiamate. Anche l’utilizzo in aree con buona ricezione riduce l’esposizione, perché permette al telefono di trasmettere a minore potenza" (Promemoria n. 193 "Campi elettromagnetici e salute pubblica: telefoni cellulari", revisione 2011).
Sono spesso proposti sul mercato dispositivi e cover che dovrebbero assorbire le onde elettromagnetiche, riducendo l’esposizione. L’OMS ha specificato che l’efficacia di questi dispositivi non è stata dimostrata: essi infatti possono ridurre la qualità del servizio, aumentando quindi la potenza trasmessa dal telefono cellulare.
Cellulari e bambini
La maggioranza della comunità scientifica e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostengono che dalle ricerche finora effettuate non emergono effetti negativi accertati per la salute umana associati all’uso del cellulare, e che non ci sono evidenze scientifiche su un maggiore rischio accertato per i bambini. Ciò nonostante, in considerazione del fatto che i bambini utilizzeranno il telefono cellulare per un periodo molto lungo della loro vita, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha programmato ulteriori ricerche scientifiche sull’uso del telefono cellulare da parte di bambini e adolescenti, e tali ricerche sono già in corso.
Nel novembre 2011 il Ministero della Salute ha confermato che finora non è stato dimostrato alcun legame tra l’uso del cellulare e l’insorgenza di malattie: tuttavia, essendoci ancora ricerche in corso, il Ministero raccomanda di adottare maggiori precauzioni per l’utilizzo da parte dei bambini.
Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato alcuni semplici accorgimenti con cui si può facilmente ridurre la propria esposizione alle onde elettromagnetiche, ad esempio utilizzando dispositivi a viva voce o auricolari. Vodafone monitora attentamente e scrupolosamente i risultati di queste ricerche, e le posizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle altre agenzie internazionali, e fornisce al paragrafo precedente tutte le informazioni per chi voglia ridurre la propria esposizione ai campi elettromagnetici.
Negli ultimi anni sono stati pubblicati altri importanti studi relativi all’uso del cellulare da parte dei bambini. Nel luglio 2011 si è concluso lo studio epidemiologico “CEFALO”, che ha coinvolto quasi 1000 bambini in Danimarca, Norvegia, Svezia e Svizzera: lo studio non ha evidenziato nessun aumento del rischio associato all’uso del telefono cellulare, e i ricercatori hanno concluso che i risultati dello studio confermano l’assenza di una relazione causale tra l’uso del cellulare e l’insorgenza di tumori cerebrali.
Nell’agosto 2009 anche l’ICNIRP, che ha il compito di definire le linee guida relative all’espozione ai campi elettromagnetici, ha pubblicato uno statement confermando che non ci sono evidenze scientifche che possano suggerire che l’uso di un telefono cellulare possa avere effetti negativi sulla salute degli adulti e dei bambini. Sempre nel 2009 l’ICNIRP ha pubblicato anche una review delle evidenze scientifiche sull’esposizione ai campi a radiofrequenza, concludendo che “i dati sperimentali non suggeriscono, ad oggi, che i bambini siano più sensibili degli adulti ai campi elettromagnetici a radio frequenza, anche se sono stati condotti pochi studi in proposito”, e che “complessivamente, non ci sono evidenze di effetti sulla salute associati alle emissioni radio del telefono cellulare per bambini e adoloscenti”. Nel maggio 2011 l’OMS e l”ICNIRP hanno organizzato un workshop internazionale sull’esposizione dei bambini ai campi elettromagnetici: concludendo il meeting il chairman dell’ICNIRP ha dichiarato che, per quanto riguarda l’uso del telefono cellulare, non ci sono evidenze che i bambini siano esposti a un particolare rischio, anche se ovviamente l’ICNIRP continuerà a monitorare i risultati della ricerca scientifica.
Vodafone Italia progetta, realizza e gestisce le proprie stazioni radio base nel rispetto della normativa italiana (Legge Quadro n. 36 del 2001, e Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003), che prescrive limiti fino a 100 volte inferiori rispetto a quelli definiti dall'ICNIRP e applicati nel resto d'Europa (ricordiamo che i limiti ICNIRP proteggono già da tutti gli effetti accertati sulla salute umana, introducendo fattori di sicurezza fino a 50 volte inferiori rispetto ai livelli di esposizione associati ai primi effetti sulla salute).
Il rispetto dei limiti italiani è garantito tramite una valutazione specifica dell'impatto elettromagnetico di ogni stazione radio base, che viene effettuata in fase di progetto, quindi prima della costruzione del sito: tale valutazione viene poi inviata alle autorità locali e alle Agenzie Regionali di Protezione nell'Ambiente, nell'ambito del procedimento autorizzatorio relativo a ogni nuovo impianto o alla modifica degli impianti esistenti.
Le Agenzie Regionali di Protezione dell'Ambiente, inoltre, effettuano numerose campagne indipendenti di misurazione e di monitoraggio dei campi elettromagnetici, in particolare in prossimità delle stazioni radio base (più di 8000 controlli all'anno, secondo i dati pubblicati dal Ministero dell'Ambiente e dall' Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Istituto Superiore di Sanità:
http://www.iss.it/elet/
Fondazione Ugo Bordoni:
http://www.fub.it
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale:
http://www.isprambiente.it/site/it-IT/

Contribuire alla crescita complessiva del Sistema Paese significa investire nel contesto sociale e ambientale nel quale operiamo.